Lo spirito del Natale

Christmas

A un passo dal Natale, ecco il nuovo articolo condiviso con Blufiordaliso.
Questo mese non ci sono troppe introduzioni. Leggerete del Natale così come Sara e io lo viviamo.
Auguri!

                                                    Ritenzione lirica

BIANCO

La mia luna d’inverno
sorge presto, nel cuore del giorno:
ha un lato oscuro
e un volto di luce.

È Natale sui monti della luna,
nell’aria siderale questa sera
risuonano canti
fra crateri di ghiaccio.

Non sono il buio.
Non sono la luce.
Cresco fino a svuotarmi
per risorgere
nuovamente intera.
Tienimi a mente
nella forma mutante
equilibrio di opposti.

Questo Natale verrò ad aprire:
al riso, al vuoto
a ciò che è pieno
al mio pianto cupo
al vento che porta il sereno,
benedetto sia il motore, il freno.
Il mio cuore è un moto,
un ciclo che non si lascia appiattire.

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Questa poesia nasce un pomeriggio di metà dicembre, mentre sto impacchettando regali, sulle note di un’immancabile playlist jazz di quelle tanto adatte a creare atmosfera.

Io amo le feste, le luci, preparare con cura gli addobbi, scegliere con attenzione il regalo giusto per la persona giusta.

Da qualche anno a questa parte, però, il mio Natale si snoda tra sentimenti contrastanti.

Chi, come me, ha avuto una perdita importante, lo capisce di certo.

A Natale l’assenza di mia madre si fa sentire in modo subdolo.

La vita è andata avanti: sono passati sei anni dal nostro ultimo Natale insieme, pieni di vita, e attorno a me ho la grande fortuna di avere persone che mi amano profondamente.

Nessuna è lei.

Ho imparato a godermi la gioia anche con questa piccola nota malinconica, a lasciarmi avvolgere dall’amore di chi ho intorno. Tuttavia, a volte, e senza preavviso, il mio Natale diventa faticoso. Sento solo il vuoto, l’ingiustizia di una vita che scorre senza di lei, strappata troppo presto al Natale coi suoi figli.

Rabbia. Tristezza. E felicità. Grazia, gratitudine per la benedizione di non essere sola.

Natale è un insieme di sentimenti complessi come un cuore umano.

Tutti legittimi, non dimentichiamocelo. La gioia non è un obbligo, è un miracolo.

                                                         Blufiordaliso

-15, -10, -5… Il conto alla rovescia ci avvicina sempre di più a un nuovo Natale, ormai alle porte.

Oggi, 20 dicembre 2018, è il terzo giovedì del mese: giorno di uscita dell’articolo condiviso con Ritenzione lirica, giorno -5 al Natale e giorno particolare anche per la vostra book blogger, che questa sera avrà l’incontro natalizio del Gruppo di Lettura Adulti Bufò con Margherita Oggero come ospite. Lungo respiro, dunque, and keep calm che tutto si sistema.

Eh già, perché gli ultimi giorni prima della fatidica Vigilia – in automatico gli ultimi prima della fine dell’anno – possono essere di frenesia pura e, generalmente, per me lo sono.

Pezzi da scrivere, recensioni da pubblicare, nuove uscite letterarie di gennaio da vagliare per l’articolo di inizio mese, stesura di qualche nuovo progetto e, soprattutto, organizzazione dei giorni di festa.

24, 25, 26, 31, 1, 6 incombono sulle nostre vite. Senza pensare a tutte le cene, aperitivi, caffè dei giorni precedenti, quei momenti in cui incastri gli auguri con i colleghi, gli auguri con amici che vedi solo ogni tanto, gli auguri con i compagni di fisioterapia, con i lettori dei gruppi, con i vicini di casa.

E sono tutti bei momenti, alla fine, perché, anche se è vero che ci si incontra in occasione di una “festa comandata” (che oggi più che altro è “festa commerciale”), sono pur sempre attimi che ci regaliamo per stare insieme.

Solo che sono tanti. E tutti spaventosamente concentrati.

Il che obbliga un’orsa bruna come me, abituata a un impegno ogni tanto (con parsimonia, mi raccomando), alle serate sul divano con copertina e libro o serie tv a dividersi tra molteplici occasioni in compagnia dell’umanità.

Ecco il primo problema: se tutto ciò fosse scaglionato nel corso degli undici mesi che precedono dicembre diciamo che forse sarebbe meglio.

Ovviamente a tutti questi appuntamenti si conviene arrivare muniti di cibo e regali, va da sé.

Questo è l’aspetto del Natale che mi piace di più: dedicare del tempo a occuparmi espressamente delle persone a cui tengo. Avercelo il tempo.

Ecco il secondo problema: vuoi mettere arrivare alla cena tra amici con un bel contenitore stipato di insalata russa? Figurone e gioia.

Solo che per prepararlo ci hai messo tre ore, ritagliate durante la notte precedente, quando con un occhio guardavi la replica di L’amica geniale su Raiplay e con l’altro stavi attenta a non pelarti un dito mentre sbucciavi le patate da mettere a bollire.

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Comprare l’insalata russa in gastronomia? Fuori discussione. Meglio svegliare il vicino col rumore del frullatore alle due di notte, che le uova mica di montano da sole, anzi: se non fai attenzione la maionese impazzisce pure.

Risolta la questione cibo resta tutta la parte regali.

Ed ecco il terzo, molteplice, problema.

Io amo comprare regali. Amo scegliere, pensarci prima accuratamente, scrivo persino una lista dettagliata con nomi e relative idee prima di cominciare gli acquisti. Lista che poi rendo definitiva, scrivendo i regali effettivamente presi a ciascuno.

Lo faccio da anni: #christmaslists che si aggiungono a tutte le altre (troppe) liste che scrivo ogni giorno, dei più svariati generi.

Fare un bel regalo significa pensare intensamente alla persona in oggetto, cercare qualcosa apposta per lei.

Questo, a volte, un po’ di stress lo genera, ammettiamolo. Persone con zero interessi, ma a cui vuoi molto bene: cosa regalare loro? Persone a cui fai regali da vent’anni e hai già esaurito tutta la gamma delle possibilità alla tua portata: cosa regalare loro?

Insomma, fare regali talvolta può essere complicato. Diciamo che qualche soldino a disposizione non guasta, in tal caso: non sarà l’originalità a essere premiata, ma un bel maglioncino fa pur sempre la sua figura, ad esempio. E se azzecchi il colore potrebbe anche diventare un capo d’abbigliamento molto amato.

Alcuni regali colpiscono dritto al cuore e magari sono biscotti fatti in casa. Per gli altri qualche soldino è necessario.

E qui un velo di tristezza può abbattersi su di noi: in periodi di vacche magre tutto ci pare più costoso, nulla che faccia al caso del nostro portafogli. Lo so, può sembrare un ragionamento venale. E lo è, in effetti. Ma lo sappiamo: è la bellezza che salverà il mondo. E la bellezza, spesso, costa.

Comunque, non potendo fare altrimenti, lungo respiro anche in questo caso and pazienza, sarà per il prossimo Natale.

Intanto io sforno più biscotti. Che l’home made è sempre una bellezza (e in questo caso anche una bontà).

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Risolti i tre principali problemi del Natale, va da sé che rimanga per me un bel momento dell’anno. Velato da un po’ di malinconia, forse questo sì.

Per molti anni mi sono interrogata sul perché io mi senta così a Natale e una risposta vera non l’ho ancora trovata. Capitemi, ero pur sempre una bambina che il 24 faceva i compiti delle vacanze fino alle sette di sera, per sua precisa scelta.

Forse sono così perché, in fondo, so che non importano i regali, le decorazioni, le lucine. Rendono tutto un po’ più carino, certo. Ma sono le persone i veri protagonisti del Natale. E probabilmente sono quelle che mancano a essere veramente presenti.

La malinconia rimane, è vero.  Ma che ci volete fare: vorrà dire che per tirarmi su leggerò qualcosa di bello! A presto, con una nuova lista di splendidi libri: i libri del Natale 2018. Auguri!

Un pensiero riguardo “Lo spirito del Natale

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