Ti sono arrivate?

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La ragione della mia collera
è sempre una concausa:
brucio pura entro ciascuna vampa,
insensibile
al richiamo della ragione.
È il mio sangue
che scorre via; mi sto creando
ancora, fertile.

Io sono il suolo del mio tempo
dissodato ogni luna
– io, rivoltata zolla a zolla:
frantumata dal ciclico
ritorno a galla
della donna che fui.
Riemergo intera, intessuta di trascorsi
dei miei giorni perduti

sono il rastrello del crampo
e pure la terra del campo
aperta spalancata
al respiro dell’aria
vita.

Non sei un follower, sei un lettore

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Non seguirmi,
precedimi:
solleva il velo di nebbia
che avvolge intera un’intuizione.
Non seguirmi:
guidami
lungo la strada,
mostrami una città nuova
tra quelle a me invisibili,
svelami.
Non seguirmi:
contestami
piuttosto, dimmi che ho torto,
porta le prove della fallacia del mio discorso
indica i miei limiti.
Non seguirmi.
Falsificami.
Smentiscimi.
Donami un progresso,
tu sei la mia occasione:
ché non ho certo gli occhi
dietro la schiena.

Quelle rare volte in cui ci penso

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Abbiamo occhi di nuvola, nella notte e nel giorno.
Qualsiasi dettaglio riesce a far piovere.
Diluvia sui sogni: i progetti si intridono di assenze
anche adesso
che sei ancora qui.

Vorrei poter congelare il tuo odore, ora che è caldo
e la tua voce registrarmela
con frasi nuove:
perchè verrà un giorno in cui le avrò consumate tutte;
come quei dischi di vinile che, a furia d’ascoltarli, saltano di continuo.

Sei in tutte le stazioni

Dandoti le spalle
siedo sulla panca dura dei tuoi sguardi:
essere all’altezza della donna che ami 
è una fatica insensata,
– forse m’hai solo immaginata –
un esercizio di postura
cui non posso rinunciare. 
Tu solo sai.

Fu un amore di treni
sui fili del telefono,
di tante coincidenze:
perse, capitate, prese, abbandonate.

Tu solo sai.

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Questa splendida foto l’ha scattata @travelphototube (fotografo eccezionale, seguitelo su Instagram!) e io mi sono innamorata. Della panca, dei colori, dei lampioni. 
Ho scoperto in seguito che si tratta di un luogo veramente speciale: il Museo di Pietrarsa a Portici, Napoli. Sede delle officine ferroviarie borboniche, antica stazione, in seguito officina grandi riparazioni delle Ferrovie dello Stato italiano. 
Prima o poi ci vado. Voi ci siete mai stati? 
Info qui: www.museopietrarsa.it

In riva a un fiume

I

Il mio sudore scivola
goccia a goccia – sul seno
su un fianco – la mia fatica
scorre in terra, s’insinua nelle crepe
del terreno e sacra confluisce
in un torrente di futuri possibili 
rimpianti, rimorsi, lacrime e fluidi
di donne passate;
per anse e rapide scava la terra
e alla fine della lunga battaglia
s’adagia placido in fiume
per defluire in mare
dove potrà congiungersi al sale dei tuoi giorni.

L’anima è nei luoghi in cui la lasci, sparsa:
nei luoghi in cui, sparsa, la lasci cadere.

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