In una notte di lite sospesa

 

Potessi scegliere
non chiederei, amore,
la luna, né diamanti:

fosse per me soltanto,
non ho dubbio,
ti chiederei la parola.

Sillabe fresche di pensiero frizzante
inedite senza simmetria
a disvelare dimensioni mai neppure intuite

corsa senza tempi né cronometri, libera
danza di piogge monsoniche
ambrosia e nettare a nutrire le carni
carezza

laccio di giada
e sigillo di cellophane
fragile al taglio, nylon fresco di fiori miracolo della pazienza e della fortuna;

la parola è il mio dono
il desiderio più radicato
unico braccio che possa cingermi la vita nelle giravolte di una danza
fedele

di parola mi nutro
di parola mi vesto
di parola mi spoglio
di parola tradisco.

Se un giorno vorrai farmi un dono
amore, non sprecar tempo
non farti precedere da nessuno:

son fedele alla parola sola
a nessun’altra catena,
a nessun’altra chiave.

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